Archivio | ottobre, 2014

ovviamente il napoli sta perdendo..nemme

26 Ott

ovviamente il napoli sta perdendo..nemmeno ci siamo accomodati e già siamo sotto di un gol….chissà cosa succederà mancano 90 minuti…

messaggio di prova per hootsuite

26 Ott

messaggio di prova per hootsuite

“Magazzino 18” di Simone Cristicchi al teatro Bellini

24 Ott

La storia la scrivono i vincitori, per cui molte verità vengono cancellate. Questa è l`amara realtà non solo italica ma mondiale. Poi una sedia, una valigia ed una lettera ci riportano indietro nel tempo, facendoci riflettere, pensare, criticare, ma soprattutto capire. Ci pensa l’impiegato Persichetti(alias Simone Cristicchi) che dal palco del teatro Bellini ci dice la vera storia dell`Istria, Dalmazia, delle foibe. Persichetti è un semplice archivista mandato dal Ministero al magazzino n° 18 di Trieste. In questo luogo, non luogo, oscuro dove gli esuli giuliano-dalmati lasciarono tutte le loro cose, i loro ricordi, un posto dimenticato da oltre sessant’anni.
Popolazioni italiane e slave, fascisti, comunisti di Tito, le violenze delle sue milizie, in un racconto che stupisce per la dovizia di particolari, per l`attenzione e l`enfasi che Cristicchi mette nel raccontare, ma soprattutto nel riportare alla memoria ciò che è stato volutamente dimenticato.

Persichetti è il classico italiano medio, bonaccione, ignorante e indifferente persino disinformato,che vaga nel magazzino per riordinare, fare pulizia, archiviare. Cristicchi ricorda e spiega che l’Istria e la Dalmazia, non sono solo mete vacanziere da sfogliare su un dépliant di qualche agenzia turistica, ma anche terre di esilio, sofferenza, abbandono. Nel magazzino ci sono le storie di Ferdinando, Domenico il postino, Norma Cossetto, seviziata e gettata in una foiba, Geppino Micheletti, integerrimo medico coinvolto nella sventura, forse attentato di Vergarolla, una lettera in sloveno di una bambina che ha perso il padre nel campo di concentramento ad Arbe, Marinella Filippaz, uccisa dal freddo e dagli stenti nel campo profughi di Padriciano.

Si replica sino a domenica 26 ottobreCristicchi

“Il Catalogo” alla galleria toledo: di Angela di Maso

23 Ott

“il catalogo” di Angela Di Maso

È più importante essere o avere? l`eterno dilemma della razza umana si materializza nella messinscena del catalogo, della brava regista Angela Di Maso, che partendo da un tema scottante, quale l`adozione, mette a fuoco tutti i disvalori che l`essere umano si porta dietro.
Una coppia che vuole a tutti i costi un figlio per risolvere i problemi matrimoniali, per appagare il bisogno femminile, atavico di essere a tutti i costi madre. La coppia sterile si rivolge ad una rinomata associazione di adozioni, il cui proprietario cinico, egoista e affarista mette alle corde stremando la coppia facendogli delle domande forti, pressanti, cattive. L’argomento diviene un pretesto per rivelare il peggio dell`essere umano con un gioco delle parti, di pirandelliana memoria. Le immagini idilliache iniziali lasceranno il sopravvento ad immoralità e vuotezza d’animo.

Si parla di un catalogo di bambini da mostrare, come se adottare un figlio sia una cosa da supermarket. Se fosse così tutti comprerebbro il migliore, quello che nelle vita sarà il vincente, senza pensare che adottare, come del resto essere genitori sia soprattutto un mettersi in discussione giorno dopo giorno. Il figlio diventerà ciò che sarà anche grazie agli insegnamenti dei genitori, adottivi e non, con sacrifici quotidiani, non una mera programmazione.

Alla fine dello spettacolo, gli spettatori, applaudiranno ma immediatamente penseranno a ciò che si è raccontato e soprattutto cosa avrebbero fatto loro  nella vita reale al posto dei bravissimi attori in scena.

Lo spettacolo seguirà sino al 26 ottobre alla galleria toledo

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