Archivio | febbraio, 2016

Euridice ed Orfeo al Teatro Bellini

15 Feb

La morte è l’attimo in cui si lascia la vita; il trapasso dall’ essere al non essere. Dallo stare al non stare; dal vivere al non vivere. L’ Eterno dilemma: chi soffre di più, chi resta o chi muore? In Euridice ed Orfeo,  c’ è il dramma della morte, e la palese sofferenza di chi resta e non si dà pace. L’assenza è il nodo più difficile da sciogliere di fronte alla perdita. Orfeo non capisce, immagina, suppone, si dilania con il suoi pensieri che si sovrappongono a dubbi,paure, incertezze.

Lei era qui fino a un minuto prima, e se non era qui, era in un altro luogo, ma era. Seduta su una roccia, distesa sul prato: Orfeo la vede Euridice, sente il suo odore tra gli abiti appena dismessi, osserva l’altalena che aveva appeso al ramo per il figlio che sarebbe arrivato. Non può credere che Euridice è perduta. Dov’ è colei che c’era fino a poche ore prima. Allo specchio Orfeo guarda con attenzione, fissando lo sguardo su di sé, e si vede solo, solo con il suo destino. Euridice, invece, può vedere entrambi, e ritrovarsi viva accanto a Orfeo, viva nel ricordo e nell’amore che lui le conserva. E’ sicuramente un espediente di Eros per rendere tollerabile la vita di chi rimane nell’assenza di chi non è più.

L’ autrice Valeria Parrella rielabora così il mito di Orfeo ed Euridice proponendone una lettura in chiave contemporanea.  Ho scritto – dice l’autrice – una novella che diventa un testo teatrale, una storia non realistica: piuttosto orientata alla filosofia e alla psicologia della perdita e dell’elaborazione del lutto.
L’ opera a tre voci, diretta da Davide Iodice  lascia la parola alla parola,ascoltando il suono-senso delle parole nella voce viva degli attori, ha inteso che tutta la bellissima prosa-poetica del testo fosse quel canto, insieme di Euridice e Orfeo.Si è tentato di restituire alla Parola il suo potere ipnotico, evocativo: la sua emozione. Per il resto, questo e? una dichiarazione d’amore eterna

Annunci

Chi ha paura di Virginia Wolf?

1 Feb

L’allestimento del capolavoro di Edward Albee, “Chi ha paura di Virginia Wolf?”, curato da Arturo Cirillo è un dramma sull’amore, sull’incomunicabilità e sull’angoscia del presente che si snoda attraverso l’incontro/confronto fra due coppie. George, un professore universitario e Martha, sua moglie, ricevono a casa i novelli sposi Nick e Honey; complici l’alcool e le insoddisfazioni represse, la serata si trasforma in una sorta di gioco al massacro, in cui, attraverso dialoghi fittissimi, verranno messi a nudo tutti i conflitti interiori, i fallimenti e le fragilità dei personaggi e dei loro rapporti di coppia. Considerato il capolavoro dell’americano Edward Albee, Un ring non solo immaginario dove si mostra la lotta senza esclusione di colpi di una coppia di sposi maturi di fronte agli occhi di una coppia più giovane ma che già si mostra avviata, senza speranza, sulla stessa strada di una totale incomprensione. La pazza serata di Martha e George, di Honey e Nick, si trasforma nel paradigma di due coppie senza punti di riferimento se non la voglia di farsi del male, di mettersi ancora più profondamente in un equilibrio delicato nel vivere la propria vita proprio come il mondo che li circonda dove sedie, divani, poltrone, tavoli, corpi, bicchieri, bottiglie scivolano su e giù suggerendoci l’immagine di un sabba infernale, sottolineato da una colonna musicale che mescola Schubert alla musica pop.

Martha (Milvia Marigliano), figlia del Rettore dell’Università, è piena di voglie e di fantasie che vorrebbe soddisfare in nome anche di un’antica bellezza che se ne sta andando; George (Arturo Cirillo), professore di storia che non è mai riuscito a salire di grado, è lo zimbello prediletto della moglie che tuttavia umilia con sottile perfidia. l’invenzione di un figlio fantasma che si attende per il suo compleanno, del quale un finto telegramma decreterà la morte. Il giovane Dick (Edoardo Ribatto) biologo che Martha vuole portarselo a letto, in quanto avrà più possibilità di fare carriera di suo marito. Sua moglie Honey (Valentina Picello), ricca e sposata perché creduta incinta, poi scoperta solo una “gravidanza isterica”). Anche se fra i quattro sembra regnare la calma, tutti sono pronti a riprendersi i propri ruoli sociali.

Teatro Bellini di NapoliVIRGINIA FOTO