Archivio | novembre, 2016

Non ti pago al teatro Diana

24 Nov

Nonostante la solita partita infrasettimanale, il teatro Diana si è riempito. Alla prima c’era il pubblico delle grandi occasioni per uno spettacolo che voleva essere anche un omaggio allo scomparso Luca de Filippo. La famosissima “Non ti pago” ritorna a Napoli con un nuovo mattatore: Gianfelice Imparato(Ferdinando Quagliolo) che spesso in passato ha sostituito Luca.

Ma se la vita è sogno, come diceva Calderon de la Barca, ed il teatro ne è la sua rappresentazione, allora in prima fila c’erano Eduardo, Peppino, Luca che applaudivano, si divertivano, si compiacevano di ciò che hanno fatto e di ciò che hanno lasciato ai posteri.

Ferdinando Quagliolo, personaggio surreale, gestore di un botteghino del lotto, è un accanito giocatore, pungolato dal suo uomo di fatica, Aglietiello(Nicola di Pinto) è sfortunato all’ inverosimile. Al contrario, Mario Bertolini(Massimo de Matteo), suo impiegato e futuro genero, interpretando i sogni, spesso vince. Addirittura una ricca quaterna di quattro milioni che può cambiargli la vita e coronare il sogno di sposare Stella, la figlia del principale(Carmen Annibale). I numeri glieli ha dati in sogno il defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma per sé. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona, recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliolo dove ora risiede il giovane Bertolini. Dopo anatemi e maledizioni, dispute surreali, il biglietto lo incasserà don Ferdinando, ma lo darà in dote alla figlia, acconsentendo, finalmente al matrimonio.

In scena Concetta, sua moglie(Carolina Rosi), la cameriera(Viola Forestiero),

l’ avvocato Strummillo(Giovanni Allocca), ancora Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Giaani Cannavacciuolo.

Si replica sino al 4 dicembrenon-ti-pago_03

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Souper al Teatro Bellini

23 Nov

Dopo una quarantennale carriera, un direttore di banca, il giorno del suo compleanno invita gli amici a cena per condividere un momento magico, esaltante, con le persone che gli sono più vicine.

Come spesso succede, fra brindisi,applausi, risate, ci sono discorsi a braccio, preparati, non voluti per ringraziare ed autocelebrarsi, tutto all’ insegna della mai dimenticata goliardia.

All’ improvviso, come spesso accade nella vita cambia tutto: un ispettore di polizia prega il direttore di accompagnarlo alla centrale, immediatamente, senza nessuna spiegazione.

Scompiglio tra i convitati: domanda fatte e non fatte, sguardi allibiti, e gli amici che condividevano  tutto minuti prima si ritrovano ad accusarsi fra loro. La luminosa carriera è sempre avvenuto alla luce del sole e nella piena legalità o ci sono ombre che potrebbero coinvolgere anche gli ospiti? Alla fine si scopre che era solo uno scherzo, un “pesce d’ aprile”, per cui ognuno cerca con risate nervose e battute fuori luogo di ricomporre quell’ armonia, sicuramente falsa, perduta. Commedia scritta da Molnàr nel 1930, ma attualissima per le reazioni dei singoli personaggi, laddove  interessi, tradimenti,  ricatti, non sono così lontani dal nostro quotidiano. Ottima come sempre la sapiente regia di Fausto Paravidino che coglie l’ arguzia e la precisione dell’ autore.

Si replica al Bellini sino a domenica 27souper-di-molnar

La bisbetica domata al teatro Augusteo

21 Nov

nancy-brilliUn gentiluomo di Padova ha due figlie, Caterina, conosciuta per la scontrosità e la più giovane, Bianca, nota per la sua gentilezza ed obbedienza. Bianca corteggiata da più pretendenti, mentre Caterina, con il pessimo carattere che si ritrova non ne ha alcuno. Ma un certo Petruccio, in cerca di moglie e di ricchezze chiede in sposa Caterina, a tutti i costi. “l’ ammansisco io”, ripete a tutti, l’ importante che sia ricca.

Continua il successo di pubblico, al teatro Augusteo con Nancy Brilli e la sua compagnia che porta in scena una bisbetica stravolta, differente, infatti durante lo spettacolo gli interpreti si interrogano, discutono a volte sino alla lite, se è giusto o meno rivisitare un’opera classica. L’ adattamento che ne segue è moderno, brioso più vicino ai giorni nostri. Bravo Matteo Cremon, alias Petruccio, parlando delle  manovre per addomesticare la moglie, Nancy Brilli, è la Bisbetica che dà vita ad un doppio spettacolo in cui ognuno è sia attore che personaggio. Momenti comici, momenti di riflessione, perché alla fine il teatro è finzione, ma esatta rappresentazione della realtà di ieri, oggi e domani.-

 

Le cose sono cambiate al Piccolo Bellini

4 Nov

Tutti sappiamo che le cose cambiano repentinamente, ce ne facciamo una ragione, ci adeguiamo, andiamo avanti superando dolori, frustrazioni, amarezze. Ma se all’ improvviso la tua ragazza, che dice di amarti, scompare lasciando solo un biglietto con su scritto:  Le cose sono cambiate, allora la tua vita prende un’ altra piega e tutti i giorni ti domandi il perché, cerchi una misera spiegazione  che rappacificherebbe corpo ed anima.

Francesco è un giovane mite, biologo botanico, con una passione per la floricoltura talmente spiccata da essere riuscito a creare nuove forme di fiori. L’uomo è stato abbandonato dalla sua compagna in un modo apparentemente inspiegabile: prima di sparire gli ha lasciato un laconico biglietto con la frase “Le cose sono cambiate. Ti darò un spiegazione. Aspettami”, e lui, caduto in uno stato di profonda depressione, trova l’unica consolazione nella cura delle sue piante, con le quali parla e dalle quali viene ascoltato e risposto. Fulvio, suo amico fraterno, solare, allegro,gran donnaiolo gli fa visita quotidianamente, e, con la scusa di portargli cibo e compagnia, approfitta dell’appartamento dell’amico per i suoi incontri extraconiugali con svariate prostitute.

La cosa disturba non poco Francesco, non solo perché amico della moglie di Fulvio, ma soprattutto per la sua integrità morale contraria ad ogni tradimento, e poi, in definitiva perché ha da sempre dato scarsa importanza al sesso fine a se stesso, sostenendo che l’amore sia cosa ben più importante. I due vengono “disturbati” dalle visite improvvise della invadente portiera Annunziata, lesbica, e convinta assertrice della necessità di usare le maniere forti, tecnica che  lei stessa usa con la sua compagna, impersonando il tipico marito/padrone.

La visita di due prostitute invitate da Fulvio che vuole fornire all’amico quel diversivo che crede essere l’unico antidoto alla depressione. In qualche modo una delle due riesce ad avere la meglio sul riluttante Francesco, che ignora la professione delle donne, a dimostrazione che non è un uomo disturbato sessualmente, ma solo un individuo puro che crede fermamente nella purezza dell’amore. A movimentare ulteriormente la vicenda sarà, il mattino dopo, l’arrivo di Fiorella, la donna che ha abbandonato Francesco senza nessun segnale di preavviso, lasciandolo nello sconforto più totale. La donna ha degli strani comportamenti, sino a dichiarare di essere stata rapita da fantomatici alieni dai quali ha subito una totale trasformazione; i due amici cercano di assecondarne le stravaganze, ma pian piano Fiorella scoprirà le carte…._dsc0276w

Bordello di mare con città al Bellini di Napoli

3 Nov

Quest’opera fu commissionata a Moscato alla morte di Annibale Ruccello, per sostituire quella che avrebbe dovuto scrivere e portare in scena lo stesso Annibale. In essa, perciò, Moscato lascia confluire e scorrere con furia il dolore per la morte dell’amico e al tempo stesso il disagio per essere costretto a scrivere ancora una storia, forse l’ultima costruzione lineare per il teatro.

Buona la prima. Il Bellini è un viavai di pubblico, emozioni, applausi, sentimenti equidistanti che talvolta si incontrano nel bordello. Chiuso dalla famosa, quanto discussa legge Merlin le ex prostitute si reinventano, sfruttando il mistico, il sovrannaturale, il miracolo. Luogo di perdizione, di sesso sfrenato a pagamento, diventa luogo di pellegrinaggio e miracoli, tutti devoti alla proclamata santa Assunta. Bordello di mare con città di Enzo Moscato con la sagace regia di Carlo Cerciello è un viaggio continuo, dalla perdizione alla spiritualità. C’è voglia di dimenticare, ma soprattutto di riscatto e sopravvivenza,

Assunta la santa ( Fulvia Carotenuto), Madamina (Cristina Donadio), Cleò ( Ivana Maione) e Titina ( Imma Villa), a prima vista tutte protese verso un indirizzo comune, ma, con il passar del tempo lo spettatore più acuto si accorge dell’ individualismo, della meschinità, degli interessi personali delle protagoniste,. Oggi è un vero e proprio santuario per cui è  attesa, persino, la visita del Cardinale(Lello Serao) finalmente deciso ad incontrare la santa Assunta; dovrà verificare per conto della Curia se quel luogo di peccato potrà essere consacrato come luogo di culto.

C’è la scaltra Titina l’organizzatrice della nuova attività della casa, poiché, con grande spirito imprenditoriale, ha fiutato le potenzialità economiche dell’industria dei miracoli.
e Betti, la figlia dodicenne di Titina, già avviata alla prostituzione e c’è un giornalista che intervista le ex meretrici. Ci sono pozioni magiche e segreti, passioni e vendette, c’è la religione senza spiritualità e c’è Napoli, in un costante bilico tra il sacro e il profano.

La truffa ed il raggiro sono l’arma della loro sopravvivenza, ma nulla al confronto della vendetta, della morte dell’anima così ben rappresentata in questa opera, i deliri di Assunta si mescolano alla realtà rendendo tutto buio.

Tutti i personaggi di questo dramma, sono ambigui, si vive fra il bene ed il male, ma l’arrivo del Cardinale da il là alle peggiori intenzioni umane: sesso, pedofilia, morte, sono solo ingredienti che vanno miscelati, per rendere il senso reale di dove arriva l’ essere che nasce umano e muore animale feroce. Grande interpretazione di Enzo Moscato nel ruolo di giornalista, di cronista di una realtà che esso stesso stenta a credere, una realtà difficile da giudicare e da capire fino in fondo.

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