Euridice ed Orfeo al Teatro Bellini

15 Feb

La morte è l’attimo in cui si lascia la vita; il trapasso dall’ essere al non essere. Dallo stare al non stare; dal vivere al non vivere. L’ Eterno dilemma: chi soffre di più, chi resta o chi muore? In Euridice ed Orfeo,  c’ è il dramma della morte, e la palese sofferenza di chi resta e non si dà pace. L’assenza è il nodo più difficile da sciogliere di fronte alla perdita. Orfeo non capisce, immagina, suppone, si dilania con il suoi pensieri che si sovrappongono a dubbi,paure, incertezze.

Lei era qui fino a un minuto prima, e se non era qui, era in un altro luogo, ma era. Seduta su una roccia, distesa sul prato: Orfeo la vede Euridice, sente il suo odore tra gli abiti appena dismessi, osserva l’altalena che aveva appeso al ramo per il figlio che sarebbe arrivato. Non può credere che Euridice è perduta. Dov’ è colei che c’era fino a poche ore prima. Allo specchio Orfeo guarda con attenzione, fissando lo sguardo su di sé, e si vede solo, solo con il suo destino. Euridice, invece, può vedere entrambi, e ritrovarsi viva accanto a Orfeo, viva nel ricordo e nell’amore che lui le conserva. E’ sicuramente un espediente di Eros per rendere tollerabile la vita di chi rimane nell’assenza di chi non è più.

L’ autrice Valeria Parrella rielabora così il mito di Orfeo ed Euridice proponendone una lettura in chiave contemporanea.  Ho scritto – dice l’autrice – una novella che diventa un testo teatrale, una storia non realistica: piuttosto orientata alla filosofia e alla psicologia della perdita e dell’elaborazione del lutto.
L’ opera a tre voci, diretta da Davide Iodice  lascia la parola alla parola,ascoltando il suono-senso delle parole nella voce viva degli attori, ha inteso che tutta la bellissima prosa-poetica del testo fosse quel canto, insieme di Euridice e Orfeo.Si è tentato di restituire alla Parola il suo potere ipnotico, evocativo: la sua emozione. Per il resto, questo e? una dichiarazione d’amore eterna

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Chi ha paura di Virginia Wolf?

1 Feb

L’allestimento del capolavoro di Edward Albee, “Chi ha paura di Virginia Wolf?”, curato da Arturo Cirillo è un dramma sull’amore, sull’incomunicabilità e sull’angoscia del presente che si snoda attraverso l’incontro/confronto fra due coppie. George, un professore universitario e Martha, sua moglie, ricevono a casa i novelli sposi Nick e Honey; complici l’alcool e le insoddisfazioni represse, la serata si trasforma in una sorta di gioco al massacro, in cui, attraverso dialoghi fittissimi, verranno messi a nudo tutti i conflitti interiori, i fallimenti e le fragilità dei personaggi e dei loro rapporti di coppia. Considerato il capolavoro dell’americano Edward Albee, Un ring non solo immaginario dove si mostra la lotta senza esclusione di colpi di una coppia di sposi maturi di fronte agli occhi di una coppia più giovane ma che già si mostra avviata, senza speranza, sulla stessa strada di una totale incomprensione. La pazza serata di Martha e George, di Honey e Nick, si trasforma nel paradigma di due coppie senza punti di riferimento se non la voglia di farsi del male, di mettersi ancora più profondamente in un equilibrio delicato nel vivere la propria vita proprio come il mondo che li circonda dove sedie, divani, poltrone, tavoli, corpi, bicchieri, bottiglie scivolano su e giù suggerendoci l’immagine di un sabba infernale, sottolineato da una colonna musicale che mescola Schubert alla musica pop.

Martha (Milvia Marigliano), figlia del Rettore dell’Università, è piena di voglie e di fantasie che vorrebbe soddisfare in nome anche di un’antica bellezza che se ne sta andando; George (Arturo Cirillo), professore di storia che non è mai riuscito a salire di grado, è lo zimbello prediletto della moglie che tuttavia umilia con sottile perfidia. l’invenzione di un figlio fantasma che si attende per il suo compleanno, del quale un finto telegramma decreterà la morte. Il giovane Dick (Edoardo Ribatto) biologo che Martha vuole portarselo a letto, in quanto avrà più possibilità di fare carriera di suo marito. Sua moglie Honey (Valentina Picello), ricca e sposata perché creduta incinta, poi scoperta solo una “gravidanza isterica”). Anche se fra i quattro sembra regnare la calma, tutti sono pronti a riprendersi i propri ruoli sociali.

Teatro Bellini di NapoliVIRGINIA FOTO

 

blogitalia

27 Gen

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Gospodin al Teatro Bellini

25 Gen

Alzi la mano, chi non ha mai criticato il sistema, chi non si è mai chiuso nella propria stanza dei sogni e desideri, cercando il modo di vivere bene, ma anche libero. Di viaggiare con la mente, circondandoti di gente che ti capisca, della donna perfetta, o dell’ animale che ti cambi la vita. Di solito è un cane, un gatto, ma per Gospodin è un Lama. Animale conosciuto solo da chi ha solcato le Ande o andato in qualche triste zoo latinoamericano.

Gospodin guadagnava qualche soldino con il suo lama, ma, a dir suo, i “feroci”, i senza cuore amici dell’ ambiente e degli animali, Greenpeace, commettendo l’ efferato delitto, glielo hanno sottratto, ledendo il diritto alla sopravvivenza del nostro protagonista.

Intero,scremato o parzialmente scremato: che cosa ha più da dire una società che offre tre diverse gradazioni di latte? Che riempie i carrelli dei supermarket con prodotti inutili ma di cui pensiamo di sentire bisogno?
Claudio Santamaria è un dissidente dell’età moderna, che conduce una personale battaglia contro un sistema economico che non ha cuore, né sentimento. Il disprezzo per quei “borghesucci”, amalgamati nel meccanismo del Dio denaro, esplode in un “no” nei confronti di ogni convenzione: dalla necessità di un lavoro per garantire il proprio sostentamento al rifiuto del denaro e di ogni proprietà. Lui non vuole nulla, solo vivere. E come diceva il nostro Cesare Pavese: lavorare stanca, perché vivere già è un mestiere, anche Gospodin è alla ricerca continua del suo vivere faticato ma felice.
Appare a prima vista una mancata assunzione di responsabilità quella di Gospodin, in parte avvalorata da uno dei suoi dogmi – “la libertà è non dover prendere decisioni”, eppure, nonostante la continua spoliazione della sua casa, la volontà del protagonista assume una forza integralista che è dichiarazione d’incorruttibile coerenza, capace di spingere le sue azioni fino alle più estreme conseguenze della sua ideologia.
Belli i passaggi dal discorso diretto libero dei dialoghi a quello indiretto delle narrazioni.
Con ironia tagliente e sguardo al contemporaneo, la perfetta pièce di Löhle trova nella regia di Barberio Corsetti e nella recitazione dei suoi interpreti(bravi anche Federica Santoro e Marcello Prayer) una naturale e compiuta realizzazione. L’uomo che è riuscito una volta e per tutta, seppur a suo modo, nello scopo ultimo di “afferrare per le palle il capitalismo”. E credete, non è poco.

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Ritorna”Il principe abusivo” in versione teatrale

13 Dic

E’ vero, Alessandro Siani e Christian De Sica hanno avuto un successo incredibile nelle s

ale di tutta Italia, ma riportare “Il principe abusivo” sui palcoscenici teatrali, comunque, era una scommessa. Vinta, senza ombra di dubbio. La velocità nel parlare, nel far battute di Siani è proverbiale, la simpatia del personaggio è cosa certa. L’aplomb di De Sica, l’ eleganza nei gesti, nell’ esprimersi creano un sicuro binomio per applausi ripetuti e risate sincere da parte del numeroso pubblico accorso al richiamo di “attenti a quei due”.

Antonio (Alessandro Siani), è uno scroccone cronico che lavora come cavia volontaria per i test di case farmaceutiche, mentre Letizia (Elena Cucci) è invece una principessa viziata in cerca di popolarità che pensa di sfruttare Antonio creando una storia d’amore con lui totalmente fasulla. Innumerevoli sono i pregiudizi dei ricchi nei confronti dei poveri per cui il giovane ha una unica possibilità per stare a corte: quella di seguire i consigli del ciambellano di corte Anastasio(Christian De Sica). I ruoli tra i due, all’ improvviso si rovesciano quando Anastasio, innamorandosi della fruttivendola Jessica (Stefania De Francesco), avrà bisogno di suggerimenti per mischiarsi al popolo.

In Platea, molti nomi famosi ed amici dei due come Sal Da Vinci, Valeria Marini, Massimo Ghini, alcuni comici di “Made in Sud”.

“ E’ un onore per me – dichiara Alessandro – condividere il palco con De Sica

“Facile lavorare con Alessandro – Replica Christian – è puntuale, preciso ed ama il suo

Lavoro”.

Le recite all’Augusteo si protrarranno sino al 10 gennaio con spettacolo straordinario di Capodanno, alle due del mattino.

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La veritá di Finzi Pasca al Teatro Bellini

9 Dic

Il Circo è estrosità, fantasia, arte, spettacolo. Pensiamoci bene, il “circo” e le opere di Dalì hanno una certa somiglianza: un insieme scollegato che si ricompone in un unico grande quadro o in un unico grande spettacolo.

“La Verità è tutto ciò che abbiamo sognato, che abbiamo vissuto, che abbiamo inventato, tutto quello che fa parte della nostra memoria”.
È in questo appunto, scritto chissà quando da sua moglie su un taccuino, che il regista Daniele Finzi Pasca trova il senso del titolo.

In esso abbina l’acrobazia, il teatro, la danza e la musica, con la presenza di 13 artisti riuniti intorno al gigantesco fondale originale dipinto da Salvador Dalí, negli anni ’40 a New York per il balletto Tristan Fou.
“Una collezione d’arte europea – spiega Finzi Pasca – ci chiama per proporci di utilizzarlo in uno spettacolo. Un vero Dalí in scena? Enorme e bello, toglie il fiato…”.
Intorno a questo pezzo unico d’arte si sviluppa l’idea dello spettacolo, una storia surreale di “mani con dita lunghissime, ombre che deformano le proporzioni, rosso sangue, bianco, il blu del mantello di Maria, scale sospese nel vuoto, equilibri impossibili, corpi che si dislocano, piume e paillettes come se la storia prendesse vita in un vaudeville decadente con un direttore che cerca idee per risollevare le sorti della baracca”. È un poema acrobatico e surrealistico composto dalla visione di un gruppo di creatori dei quali la firma unica. Si rimane affascinati dal magnetismo acrobatico e dalla delicata leggerezza degli interpreti. Per assistere a uno spettacolo che sorprende e circonda lo spettatore di un’atmosfera surreale, da sogno.dalí

Giornata di approfondimento sul Bullismo

4 Dic

Sempre splendide iniziative,,,,con Rotary e l’ amico Roberto

La Presidente incoming del Rotary Club Roma Centenario, Laura Dryjanska, la prima e piu’ giovane presidente straniera dei Club romani, sarà relatrice alla iniziativa del Rotary Club Florense, di San Giovanni in Fiore (CS), nella giornata dedicata al contrasto al Bullismo e Cyberbullismo, grazie alla Presidente del Club Florense, Patrizia Carbone ed in linea con le attività della Commissione interdistrettuale Legalità e Cultura dell’Etica, presieduta da  Patrizia Cardone.

Bullismo al Florense 2

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Giornata di approfondimento sul Bullismo

4 Dic

Sorgente: Giornata di approfondimento sul Bullismo

NAPOLI – Curia Arcivescovile – largo Don

2 Dic

NAPOLI – Curia Arcivescovile – largo Donnaregina – ore 12.15 Conferenza stampa del cardinale Sepe e dei rappresentanti delle diverse religioni e chiese presenti a Napoli sul tema della violenza di matrice religiosa

In Nepal 3 milioni di bambini a rischio per il blocco delle frontiere con l’India – dire.itdire.it

2 Dic

L’allarme e’ stato lanciato oggi dall’Unicef (Fondo Onu per l’infanzia): oltre tre milioni di giovanissimi in Nepal rischiano serie conseguenze o addirittura la morte nei mesi invernali per l’impossibilita’ di disporre di combustibile, cibo, medicinali e vaccini in quantita’ adeguata. Responsabile il blocco parziale delle frontiere con l’India, quelle da cui transita in condizioni normali […]

Sorgente: In Nepal 3 milioni di bambini a rischio per il blocco delle frontiere con l’India – dire.itdire.it